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Palermo città europea, ma dobbiamo cambiare testa! In evidenza

Ormai risulta chiaro che su alcune questioni sarà misurata la capacità di governo dell'Amministrazione comunale di Palermo. Non sto pensando ai servizi essenziali, ovviamente in cima alle priorità, rifiuti, trasporti, servizi sociali, ville e giardini, manutenzioni, ecc., o alle vere e proprie azioni di bonifica da avviare, come per esempio il recupero delle coste, della Favorita, dell'Oreto, su cui c'è già il massimo impegno della Giunta, ma a dell'altro che se realizzato

porterebbe Palermo ad essere molto vicina alle più belle città europee. Mi riferisco alle pedonalizzazioni e alle norme, deliberate e puntualmente contestate da alcuni, che riguardano la cosiddetta movida, che mirano a coniugare divertimento e quiete pubblica ed il commercio ambulante, che mirano a coniugare lavoro e decoro urbano. Diciamoci la verità, non sopportiamo la disciplina, le regole, i controlli, tolleriamo le diverse forme di abusivismo, e finchè sarà così siamo destinati a rimanere in fondo alle classifiche. E arriviamo alle pedonalizzazioni. Sulle pedonalizzazioni, che io ritengo assolutamente necessarie e da estendere progressivamente, sgombriamo subito il campo da un equivoco, da sole non bastano a fare di Palermo una Parigi. Ci vuole bene altro, ma aiutano perchè pedonalizzare contribuisce ad attivare un cambio di mentalità, una rivoluzione culturale nel rapporto con la città, con le sue bellezze ed i suoi tesori, s'impara meglio a rispettarla e a considerare i beni comuni, proprio perchè messi nella condizione di apprezzarli, quasi fossero beni personali. I vantaggi, alla fine, sarebbero, con una superiore qualità della vita, economici ed occupazionali.
Detto ciò, non bisogna sbagliare nell'approccio metodologico e si devono evitare incomprensioni, a loro volta incomprensibili, tra organi politici d'indirizzo (Assessori) e strutture amministrative (i dirigenti). Una volta che si decide non si torna indietro. Ecco perchè è importante studiare a tavolino, nel confronto continuo tra Amministrazione, Consiglio comunale, cittadini, imprenditori, commercianti, associazioni, le forme migliori per raggiungere l'obiettivo, ovviamente all'interno di una scelta politica di fondo irrinunciabile, così come presentata dal Sindaco ai palermitani, al momento del voto, nel suo programma. Poi scatta l'ora X e, al netto di qualche naturale aggiustamento suggerito dalla pratica applicazione delle ordinanze, si va avanti senza ripensamenti frutto di pressioni corporative o di inaccettabili errori commessi a monte.

2 Commenti

  • Link del commento Giuseppe inviato da Giuseppe

    Caro Pippo. Non si può non essere d'accordo sulla necessità di cambiare testa, ma nessuno la cambia se non ci sarà qualcuno che la farà cambiare con i fatti e non solo con le parole. Chiudi un attimo gli occhi ed immagina che un bel giorno una squadra di operai con le tutte pulite ed i caschi in testa cominci a lavorare per trasformare in una vera area pedonale il cosiddetto salotto di Palermo, a comnciare da piazzale Ungheria, via Ruggero Settimo, via Villareale, piazza Sant'oliva e piazza Castelnuovo. Pensi che qualcuno avrebbe qualcosa da contestare ? In quella zona i commercianti sono spariti, ma tornerebbero in massa perchè è ciò che succede in tutte le altre città del mondo. Ricordi le polemiche per via P.pe di Belmonte ? Ora è là da qualche decennio e gli esercenti ringraziano. Che si aspetta ?

    Mercoledì 24 Luglio 2013 06:47
  • Link del commento sabrina inviato da sabrina

    Concordo con Giuseppe, e anche....tutto ciò che di positivo e propositivo viene scritto qui come in altri mezzi di comunicazione rimane per così dire fra le mura dove noi stessi abitiamo, cioè una parte di popolazione ha recepito quali sono le necessità etc ma l'altra metà che non è qui a leggere nè a partecipare a convegni e conferenze causa l'ignoranza, la disinformazione, la povertà e ripeto la non educazione, è chiaro che viene a conoscenza dei cambiamenti in modi diversi e folkroristici, non sto disprezzando la popolazione ignorante e non abituata al rispetto di norme e regole,,,,perciò dico basta con le parole e passate ai fatti, fatti, fatti, la chiusura di Piazza San Domenico è un bel segnale, forte e impressionante, passiamo alla pulizia di Viale Regione Siciliana che è fiancheggiato da porcherie come fossero aiuole e fiori di campo, mi vergogno ogni volta che vado o vengo dall'aereoporto portando i turisti,,,dobbiamo essere educati al rispetto di certe regole e comportamenti, bene quando si comincia?

    Mercoledì 24 Luglio 2013 22:00

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