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Leggi ad Berlusconem: "prescrizione breve", "processo breve" e "processo lungo". Cosa sono?

Leggendo i giornali ci imbattiamo, nuovamente, in alcune espressioni che corrispondono a possibili ed ulteriori leggi ad personam, meglio ad Berlusconem, che hanno il solo scopo di salvare il premier da processi che lo vedrebbero sicuramente colpevole (sennò, tra l'altro, perchè tanta preoccupazione?) e, cioè, i processi Mills e Ruby rubacuori, tanto per capirci subito. In particolare rispuntano definizioni come

 "prescrizione breve", "processo lungo" e "processo breve". Vediamo di capire, in pochissime parole, ovviamente, senza scendere nel tecnico, in che cosa consistono.  Con la "prescrizione breve", si vuole che nei procedimenti a carico di imputati incensurati prevalgano, ancora di più, le attenuanti generiche rispetto alle aggravanti. In questo modo, attraverso dei calcoli sul massimo della pena edittale, diminuiscono i termini di prescrizione dei reati da essi commessi, termini già abbondantemente ridotti con provvedimenti precedenti. Con "il processo lungo", invece, succede una cosa devastante. Oggi, il giudice, nella sua qualità di arbitro terzo ed imparziale, rispetto all'accusa e alla difesa, e di dominus del processo, ha un suo potere discrezionale, come è giusto che sia, rispetto alla decisione di ammettere o meno testimoni a carico e a discarico. Con il "processo lungo", il giudice sarà obbligato ad ammettere le liste dei testimoni presentate dalle parti, senza alcun discernimento circa l'utilità di sentirli per il raggiungimento della verità. Un esempio: immaginate una rissa in uno stadio. Bene, la difesa di alcuni imputati potrebbe chiedere che il giudice ascolti tutti i tifosi presenti, anche se fossero migliaia, e non soltanto quelli vicini che, magari, hanno visto e sentito. Lo scopo è evidente. Mentre il cosiddetto "processo breve", altra legge ad Berlusconem, (cosa diversa dalla "prescrizione breve" sopra illustrata) tende a cancellare i processi, fissando dei termini alla loro durata, nelle varie fasi di 1° grado, d'appello e in Cassazione, impossibile da rispettare, impedendo che giungano a sentenza, il "processo lungo" non li fa finire mai tanto da arrivare, con matematica sicurezza, alla prescrizione. Il risultato di sfuggire alla giustizia è comunque raggiunto, in un modo o nell'altro. Ma c'è di più, tra le norme previste nel "processo lungo" c'è quella che impedisce al giudice di tenere conto, in danno dell'imputato, delle sentenze passate in giudicato di altri processi e quella dell'obbligo per il giudice di fermare il dibattimento in caso venga sollevato conflitto di attribuzione (il conflitto di attribuzione si riferisce a contrasti tra poteri dello Stato, legislativo, esecutivo, giudiziario, e a decidere è la Corte Costituzionale). Guarda caso, Berlusconi godrebbe degli effetti di tali norme, solo che a festeggiare sarebbero anche migliaia e migliaia di criminali, attuali e futuri.

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