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La mia storia

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La mia breve biografia

Sono nato a Palermo il 25 marzo 1958. Mi sono diplomato dai Salesiani, al Liceo Scientifico Ranchibile, e laureato in Giurisprudenza con una tesi di Antropologia criminale presso l'Università degli Studi di Palermo. Ho due figli, Luigi, oggi avvocato con un curriculum studiorum d'eccellenza, ed Elisabetta, laureata in Marketing, che da oltre un anno e mezzo con grande coraggio e intraprendenza fa la cameriera a Londra per mantenersi e trovare un futuro. Ho vissuto una infanzia e un'adolescenza non agiata, c'era un solo stipendio per 6 persone, i miei genitori e 4 figli maschi, ma serena. Importantissimi nella mia formazione, nel radicamento in me di valori alti, la presenza di miei zii contadini e di nonni stupendi. In particolare, il mio nonno paterno, un povero falegname nato nel 1895 con nove figli, fante nella Grande Guerra, mi ha insegnato il senso dell'onestà e della generosità, non con lezioni cattedratiche ma con i racconti della sua vita. Avevo già 30 anni quando ho cominciato a fare politica, pensando di potere cambiare il mondo o, almeno, la mia Sicilia, massacrata da mafia e cattiva politica. Fino a quel momento avevo vissuto esperienze forti nel volontariato cattolico. Esperienza unica che mi ha consentito di conoscere personalmente grandi personaggi come Padre Puglisi, Papa Giovanni Paolo II, Madre Teresa di Calcutta. Mio punto di riferimento culturale è stato Don Primo Mazzolari. Sono un cattolico democratico, con una netta dimensione laica nella vita pubblica. Nel 1988 ho conosciuto Leoluca Orlando. Nel 1991 nasce la Rete e in quel movimento inizia la mia avventura politica, libera da qualunque passato nei partiti, libera da appartenenze o cultura dell'appartenenza. Da lì a poco a Milano scoppierà Mani Pulite e qui in Sicilia la sconvolgente stagione delle stragi di mafia. In quegli anni tragici ero il coordinatore regionale della Rete. Fui costretto a una vita blindata sotto scorta h24, un'esperienza per me terribile che mi impedì di godermi i primi anni di mio figlio Luigi e la nascita di mia figlia Elisabetta. Come movimento conducemmo una decisa battaglia sulla questione morale che già allora opprimeva le nostre istituzioni regionali. Molti inquisiti tra i deputati regionali e tante collusioni tra mafia, massoneria e politica venivano da noi disvelate. Passo velocemente al successivo periodo in cui sono stato segretario provinciale di Palermo di Italia dei Valori, nelle cui liste mi sono candidato alle scorse regionali del 2012 ottenendo ben 3.271 voti senza avere mai gestito potere, promettendo solo buona politica; a riprova che può esistere il consenso pulito senza scambio con favori o promesse di favori. Nonostante il più votato del collegio di Palermo non sono stato eletto perchè la lista non raggiunse il 5%, soglia di sbarramento, a livello regionale. Quindi, in ultimo, l'esperienza nel Pd da cui sono uscito per le ragioni esposte in una pubblica lettera, in una parola per le nefaste logiche correntizie che lo dilaniano e per le indecenti operazioni di riciclaggio del peggio della politica siciliana recentemente consumate. Ciò per rimanere coerente con la mia storia. Una storia con battaglie per la legalità e il cambiamento che oggi si intestano i grillini ma che io conduco, insieme ad altri ovviamente, da quando loro non erano nemmeno nella mente del Signore. Per ragioni lunghe da spiegare non ho mai avuto incarichi di alcun genere. Non sono mai stato assessore, presidente o membro di partecipate, di consigli di amministrazione. Mai consulente, revisore, componente di uffici di gabinetto. Nulla di nulla, vivo del mio stipendio di funzionario regionale e in campagna elettorale, alle regionali, ad ogni incontro pubblico, quindi dinanzi a centinaia di persone, ho dichiarato che se eletto avrei tenuto dell'indennità solo il necessario, devolvendo la grossa parte rimanente ad attività utili per i giovani. Ciò perchè ritengo che una delle cause della degenerazione della politica è il troppo denaro che circola nei palazzi del potere. Impegno che ribadisco adesso, se sarò eletto al Consiglio comunale di Palermo. Ho già il mio stipendio, non faccio politica per arrotondarlo. E siamo giunti all'oggi. Io non intendo arrendermi. Finchè avrò la forza fisica per farlo continuerò a lottare per realizzare il mio sogno iniziale: dare il mio contributo per liberare la Sicilia da mafia e cattiva politica. Lo devo a mia figlia che lavora all'estero, lo devo ai tantissimi giovani come lei che traditi dalla politica e dai tanti politicanti che ci affliggono sono dovuti scappare per sperare di poter finalmente vivere senza essere ulteriormente mortificati dalla sotto cultura del favore e "dell'amico dell'amico", sotto cultura che massacra ogni merito e ogni sacrificio. Ecco perchè ho dato vita allo Spazio di Buona Politica, un luogo di partecipazione per persone perbene che vogliono abbattere il muro della rassegnazione. La rassegnazione è l'anticamera della morte dell'anima. Posso permettermelo, in forza della mia storia personale. Con quella non si può barare.


 

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